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Otello del secolo
Mario Del Monaco è stato il più grande Otello della sua epoca, ma sono convinto (un giudizio condiviso da molti) che sia stato il più grande Otello della storia del teatro. Alcuni critici avevano osservato che se Verdi, sempre moderno nella sua concezione del teatro, avesse avuto a disposizione Del Monaco, l'avrebbe preferito a Tamagno.Del Monaco possedeva per Otello la vocalità adatta ma il suo merito artistico è stato quello di approfondire e studiare l'impegnativo personaggio nei minimi particolari portandolo ad una evoluzione che nell'arco di venti anni le sue interpretazioni rivelano compiutamente.
Nel corso della sua carriera Del Monaco fu Otello 427 volte.Un Otello vocalmente impressionante nelle prime interpretazioni che, collocandosi sulla linea della consolidata tradizione, inducevano a rappresentare un Otello selvaggio e temperamentale.Con il tempo il Moro di Mario Del Monaco assunse le sembianze, la psicologia e la voce del gentiluomo veneziano, diventando un Otello "bianco" (una certa tradizione lo identificava infatti con un arabo). Anche le ultime interpretazioni in cui Del Monaco come Otello discendeva "nella valle degli anni", se rivelano una minore esuberanza vocale, sono sempre logiche, credibili e vocalmente interessanti. Vale la pena di osservare che negli ultimi "esultate" Del Monaco riesce a cantare "nostra del cielo è gloria" fino a "uragano" con un fiato solo.(Edizione 1972 Bruxelles, in sottofondo)
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